Dott. Aldo Di Fazio Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni - Dottore di Ricerca in Patologia Medico Legale e Tecniche Criminalistiche
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Attivitą di Patologia Forense su Scheletri del Periodo Neolitico Indice
 
 
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Università degli Studi di Bari /  Dipartimento di Medicina Interna e Medicina Pubblica
Dottorato di Ricerca: Patologia Medico-Legale e Tecniche Criminalistiche

Tesi: Attività di Patologia Forense su Scheletri del Periodo Neolitico

Coordinatore: Prof. Massimo COLONNA
Supervisore (Tutore): Prof. Francesco INTRONA
Tesi: Dott. Aldo DI FAZIO
 
Sintesi
Il ritrovamento di resti scheletrici di provenienza umana (o sospetta tale), impone una analisi medico legale al fine di valutare correttamente il reperto per escludere la possibilità di trovarsidi fronte al corpo di un reato.

Sulla base di tale necessità una branca specialistica della Patologia Forense: l’Antropologia Forense, si occupa, prevalentemente, dello studio dei resti scheletrici al fine di rispondere alle esigenze giuridiche in tali ambiti.

Più specificamente i compiti dell’Antropologia Forense sono quelli di studiare i resti scheletrici per accertarne la provenienza umana, individuare l’epoca del decesso, ed ove richiesto, indagare sui mezzi e le cause di morte, nonché fornire notizie utili all’identificazione personale.

L’Antropologia Forense è la scienza che si occupa dell’impiego e della costruzione di tecniche osteologiche, anatomiche, antropometriche e fisionomiche per la soluzione dei problemi medico legali.
Le applicazioni dell’Antropologia Forense in ambito medico legale sono volte, nella maggior parte dei casi, al riconoscimento di soggetti scomparsi, oppure privi di documenti identificativi, o vittime di lupara bianca o di "mass disaster".
 
Sulla base delle caratteristiche antropometriche dei resti scheletrici è infatti possibile risalire all’identità di un soggetto.

L’identificazione personale a partire da resti scheletrici si basa sulla determinazione dell’età, dell’altezza, del sesso e della razza (“The Big Four”) del soggetto.

E’ inoltre possibile valutare l’epoca della morte e spesso anche della causa della morte, grazie all’osservazione di lesività di tipo traumatico rilevabili sui resti scheletrici.
Tutti questi dati possono essere forniti dall’esame di resti scheletrici umani, a volte anche di semplici frammenti scheletrici.

Di fronte a campioni di resti scheletrici per i quali si sia accertata un’epoca di morte superiore ai cinquanta anni cadono gli interessi di natura giuridica (estinzione del reato art.172 C.P.).
Quando il Medico Legale viene chiamato ad esprimersi su resti scheletrici che risultano essere molto antichi, il suo studio perde le pressioni e le finalità in ordine alle esigenze giuridiche e si affaccia su problematiche di tipo diverso in ambito Paleopatologico, Archeologico e Paleodemografico.
 
Nel caso in esame, su richiesta della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, si pose la necessità di valutare due scheletri rinvenuti in Località Barricelle di Marsicovetere (Potenza), durante uno scavo condotto dall’ENI per la posa di un oleodotto.

Tali resti scheletrici, erano già stati datati al Neolitico dall’equipe archeologica intervenuta, sulla base di alcuni reperti e dello studio stratigrafico del sottosuolo. Durante le operazioni di scavo archeologico furono recuperati alcuni tasselli relativi sia alla frequentazione del Paleolitico (lame in selce), sia, soprattutto, a quella del Neolitico finale (resti di capanne e sepolture in posizione rannicchiata).

Le origini di Marsico Vetere pare possano farsi risalire al periodo del Neolitico: da esso fino all’Età del Bronzo, infatti, è accertata l’esistenza di una “civitas” con caratteristiche di fortificazione, si hanno poi notizie d’insediamenti di gruppi umani che vissero qui durante il periodo della colonizzazione greca (dal XVIII sec.a.C.) e della successiva conquista dei lucani prima, e, due secoli dopo, dei Romani, che fondarono l’avamposto militare Grumentum nel III sec a.C.

La tesi illustrerà tutte le fasi di approccio e di valutazione del caso, partendo dal sopralluogo e dal recupero dei reperti fino alla loro analisi più fine sia di tipo anatomico (macro e microscopica) che di tipo strumentale, dimostrando quanto sia ormai fondamentale un approccio multidisciplinare in questi ambiti e quanto sia importante la rigorosa applicazione del metodo medico legale.

Il lavoro di ricerca, che per alcuni ambiti è ancora in corso, ha visto la partecipazione e la collaborazione di Genetisti Forensi, Radiologi Forensi, Odontoiatri Forensi, Medici Legali e Archeologi al fine di giungere alle risultanze che illustrate in questa Tesi.
 
 
 
       
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